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NUOVE DIFFICOLTA' IN CONDOMINIO

Lo scorso 7 febbraio nel più totale disinteresse mediatico è stata inserita, nella tanto declamata “Legge semplificazioni” (D.L. 135/2018 convertito in legge dopo lo scrutinio favorevole della Camera con voto di fiducia del 7.2.2019), una norma a dir poco preoccupante e che, se portata all’attenzione pubblica, avrebbe dovuto far insorgere l’opinione generale.

Tale norma, infatti, avrà conseguenze importanti nello sviluppo delle procedure esecutive relative a immobili intestati a soggetti morosi nei confronti del Condominio.

Il Legislatore, al momento della conversione del Decreto Legge, andando a sostituire la norma “provvisoria” dell’art. 4 comma 2 del DL 135/2018 che, nel modificare l’art. 560 cpc, consentiva ai soggetti titolari di crediti verso le Pubbliche amministrazioni di posticipare la liberazione dell’immobile pignorato oltre la pronuncia del decreto di trasferimento, ha allargato la platea dei beneficiari della misura.

Ha, infatti, esteso il campo di applicazione del sopracitato beneficio, a tutti i debitori occupanti l’immobile, indipendentemente dalla sussistenza di situazioni creditorie nei confronti dello Stato, quindi anche semplici debitori nei confronti di soggetti privati come, ad esempio, il Condominio in cui è sito l’immobile, seppur limitando il diritto di occupazione del bene solo sino al momento della pronuncia del decreto di trasferimento.

In sostanza, se prima di questa norma, già con l’ordinanza in cui disponeva la vendita, il Giudice dell’esecuzione poteva pretendere – come normalmente succedeva – la liberazione del bene, e ciò agevolava di molto la vendita coattiva dell’appartamento, ora, per effetto di questa riforma, il debitore moroso – ed i suoi familiari conviventi – potranno continuare a occupare la casa e a utilizzare i relativi servizi condominiali, per mesi, se non anni, dopo la disposta vendita. Il tutto, com’è facilmente comprensibile, a spese degli altri Condomini, che dovranno continuare a “mantenere” i soliti noti furbetti.

Ciò in considerazione del fatto che negli ultimi anni, se da un lato si è registrato un palese indebolimento della capacità di spesa della famiglia media italiana e conseguentemente della possibilità di far fronte alle spese condominiali per oggettivi problemi insorti nel nucleo famigliare, sempre più si contano i casi in cui la “non possibilità di pagare” in realtà è la “non volontà di pagare” benché sussistano le capacità economiche per farlo. E questa norma non fa altro che aiutare questi soggetti a delinquere a spese delle persone per bene.

Conseguentemente, la vita in Condominio sarà ancora più difficile ed è fondamentale che l’Amministratore agisca tempestivamente con tutti i – pochi – poteri fornitigli dall’attuale normativa affinché possa limitare i danni a chi, anche con fatica, paga regolarmente le proprie spese condominiali.

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